quinto simbolo

I Simboli Reiki – Shirushi

I simboli (Shirushi) Reiki diffusi in occidente non sono quelli insegnati da Usui, probabilmente la signora Takata ha li ha modificati per renderli più comprensibili. Grazie al Monaco Buddista e Maestro Reiki Hyakuten Inamoto abbiamo ricevuti i simboli originali insegnati da Usui Sensei.
La versione grafica dei simboli occidentali non differisce molto da quella tradizionale, ma ad essere veramente diversi sono i Nomi che nella tradizione non vengono usati come mantra, a differire sono principalmente i primi due nomi, mentre il terzo è quasi ugualeed il quarto è identico. Quelli tradizionali hanno una maggiore efficacia, provata e comprovata dalla pratica quotidiana.

Quello dei simboli è forse uno degli argomenti più controversi nell’ambito del Reiki. Molte sono le leggende e credenze che sono sorte intorno ai simboli che noi reikisti impariamo ed utilizziamo dal secondo livello in avanti. Questo articolo non ha la presunzione di trasmettere una realtà assoluta, ma semplicemente di fare una panoramica sui simboli in generale e sulla mia esperienza maturata in anni di pratica.
Innanzi tutto vorrei precisare che simboli e mantra vengono utilizzati in tutte le tradizioni spirituali, per la meditazione, lo sviluppo personale, la guarigione e l’uso dell’energia.
A loro volta i vari simboli e mantra possono essere suddivisi in due categorie: ci sono quelli universali ed altri personali o con funzioni specifiche.
Mantra e simboli universali sono ad esempio, la Croce , il Cerchio, il Tao, la Om, il Triangolo e molti altri. La funzione di questi simboli, in funzione delle varie tradizioni, è di portare buona sorte o se preferite buone e energie nel luoghi dove vengono posizionati, oppure servono se usati in meditazione a portare il meditante ad ampliamenti di coscienza.
Mantra e simboli personali o con funzioni specifiche quando preparati consapevolmente, espletano dei compiti ben precisi e mirati. Sia a livello personale di espansione di coscienza, mirata ad ottenere particolari effetti sia a livello energetico per richiamare energie specifiche con particolari peculiarità. Un’altra cosa importante da dire è che anche i simboli universali posso essere utilizzati in modo mirato e specifico. Questo avviene quando persone particolari come Usui, attraverso pratiche specifiche lavorano intensamente per far si che all’interno di un certo contesto tali simboli assumano un effetto e significato specifico.
In questo va considerato il contesto da cui provengono, e dal tipo di comunicazione scritta che viene utilizzata. Il kanji giapponese, quindi la scrittura attraverso ideogramma può avere sino a sette significati completamente diversi in funzione del contesto in cui vene inserito. I nostri simboli di Reiki (3° e 4°)non sono altro che rappresentazioni di questo tipo di comunicazione scritta, che nel contesto del Reiki di Usui hanno assunto il ruolo e compito al quale noi reikisti siamo stati iniziati. Tutto questo avviene attraverso un procedimento molto sottile di creazione di un’egregora, la quale ha la funzione di essere un archetipo nel contesto degli iniziati al Reiki, con le funzioni a noi note.

Il 1° e il 2° simbolo sono rappresentazioni grafiche non provenienti da ideogrammi, sul primo non si conosce esattamente l’origine, mentre il secondo è stilizzazione della lettera sanscrita Hrih o Kiriku, che indica il Buddha Amitaba (vedi disegno sotto). Amitâbha Buddha (sanscr.), Amida Butsu (giap.).
La cosa interessante da sapere è che anche il nostro cervello funziona per archetipi e quindi per simboli. Cosa significa questo? Semplicemente che tutti i processi di assimilazione di impressioni esterne, vengono trasformati dal nostro cervello in simboli geometrici. Quando invece il processo è inverso il tutto viene poi ritrasformato in parole, frasi concetti e pensieri.
Nel contesto del Reiki attraverso le iniziazioni i simboli vengono impressi nella nostra struttura energetica e nel nostro inconscio e nelle memorie cellulari. Cosa avviene in noi, e perchè questi simboli una volta impressi attraverso le iniziazioni funzionano nel modo programmato? Funzionano perchè ogni volta che li tracciamo, visualizziamo o recitiamo i mantra, per effetto della legge della risonanza richiamiamo a noi quel tipo di energia legata all’archetipo rappresentato dal simbolo o dal mantra. In realtà non facciamo niente di miracoloso o magico, ma, semplicemente stiamo utilizzando una legge della natura “Simile Attira Simile”.
Per un corretto approccio alla nostra cassetta degli attrezzi (i simboli), è necessario tracciare i simboli e recitare i mantra con consapevolezza in questo modo saremo in grado di riprodurre esattamente gli effetti legati ad essi. In occidente troppo spesso ci limitiamo a demandare il potere al simbolo come un qualcosa di esterno a noi, che non ci appartiene e paradossalmente abbiamo reso questi simboli si troppo misteriosi, ad esempio vietandone la pubblicazione e la possibilità per gli allievi di tenerli disegnati. Questo ha semplicemente portato a creare confusione nei vari praticanti. Purtroppo come spesso accade ci siamo attaccati principalmente alla forma, anzichè alla sostanza. Con questo non voglio dire che è corretto farsi dei quadri con i simboli di Reiki, ma neanche vietare alle persone di tenersene una copia ben custodita in modo che se si avessero dei dubbi su come tracciarli la si possa consultare. Possiamo sintetizzare dicendo che il simbolo è privato ma non segreto.
L’approccio migliore è quello di connettersi interiormente al significato intrinseco del simbolo riproducendone in noi il livello di coscienza. Per arrivare a fare questo in modo consapevole vi consiglio di meditare sui singoli simboli e di ripeterne 100, 1.000, 10.000 volte e più il mantra, in questo modo tra noi e il simbolo non ci sarà più alcuna differenza. sino a quando: Io e il simbolo siamo UNO.

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