c/o Sede Segreteria e Direzione Didattica Nazionale dell'Associazione Italiana Reiki
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I simboli (Shirushi) Reiki diffusi in occidente
non sono quelli insegnati da Usui, probabilmente la signora Takata ha li ha modificati per renderli
più comprensibili. Grazie al Monaco Buddista e Maestro Reiki Hyakuten Inamoto abbiamo ricevuti i
simboli originali insegnati da Usui Sensei.
La versione grafica dei simboli occidentali non differisce molto da quella tradizionale, ma ad
essere veramente diversi sono i Mantra (Jumon) dei primi due simboli, il Mantra del terzo è quasi
uguale, mentre il quarto è identico. Eventualmente differiscono solo nella pronuncia. Quelli
tradizionali hanno una maggiore efficacia.
Quello dei simboli è forse uno degli argomenti più
controversi nell'ambito del Reiki. Molte sono le leggende e credenze che sono sorte intorno ai
simboli che noi reikisti impariamo ed utilizziamo dal secondo livello in avanti. Questo articolo non
ha la presunzione di trasmettere una realtà assoluta, ma semplicemente di fare una panoramica sui
simboli in generale e sulla mia esperienza maturata in anni di pratica.
Innanzi tutto vorrei precisare che simboli e mantra vengono utilizzati in tutte le tradizioni
spirituali, per la meditazione, lo sviluppo personale, la guarigione e l'uso dell'energia.
A loro volta i vari simboli e mantra possono essere suddivisi in due categorie: ci sono quelli universali ed altri personali o con funzioni specifiche.
Mantra e simboli universali sono ad esempio, la Croce , il Cerchio, il Tao, la Om, il Triangolo e
molti altri. La funzione di questi simboli, in funzione delle varie tradizioni, è di portare buona
sorte o se preferite buone e energie nel luoghi dove vengono posizionati, oppure servono se usati in
meditazione a portare il meditante ad ampliamenti di coscienza.
Mantra e simboli personali o con funzioni specifiche quando preparati consapevolmente, espletano dei
compiti ben precisi e mirati. Sia a livello personale di espansione di coscienza, mirata ad ottenere
particolari effetti sia a livello energetico per richiamare energie specifiche con particolari
peculiarità. Un'altra cosa importante da dire è che anche i simboli universali posso essere
utilizzati in modo mirato e specifico. Questo avviene quando persone particolari come Usui,
attraverso pratiche specifiche lavorano intensamente per far si che all'interno di un certo contesto
tali simboli assumano un effetto e significato specifico.
In questo va considerato il contesto da cui provengono, e dal tipo di comunicazione scritta che
viene utilizzata. Il kanji giapponese, quindi la scrittura attraverso ideogramma può avere sino a
sette significati completamente diversi in funzione del contesto in cui vene inserito. I nostri
simboli di Reiki (3° e 4°)non sono altro che rappresentazioni di questo tipo di comunicazione
scritta, che nel contesto del Reiki di Usui hanno assunto il ruolo e compito al quale noi reikisti
siamo stati iniziati. Tutto questo avviene attraverso un procedimento molto sottile di creazione di
un'egregora, la quale ha la funzione di essere un archetipo nel contesto degli iniziati al Reiki,
con le funzioni a noi note.
Il 1° e il 2° simbolo sono rappresentazioni grafiche non
provenienti da ideogrammi, sul primo non si conosce esattamente l'origine, mentre il secondo è stilizzazione
della lettera sanscrita Hrih o Kiriku, che indica il Buddha Amitaba (vedi disegno sotto).
Amitâbha Buddha (sanscr.), Amida Butsu (giap.).
La cosa interessante da sapere è che anche il nostro cervello funziona per archetipi e quindi per
simboli. Cosa significa questo? Semplicemente che tutti i processi di assimilazione di impressioni
esterne, vengono trasformati dal nostro cervello in simboli geometrici. Quando invece il processo è
inverso il tutto viene poi ritrasformato in parole, frasi concetti e pensieri.
Nel contesto del Reiki attraverso le iniziazioni i simboli vengono impressi nella nostra struttura
energetica e nel nostro inconscio e nelle memorie cellulari. Cosa avviene in noi, e perchè questi
simboli una volta impressi attraverso le iniziazioni funzionano nel modo programmato? Funzionano
perchè ogni volta che li tracciamo, visualizziamo o recitiamo i mantra, per effetto della legge
della risonanza richiamiamo a noi quel tipo di energia legata all'archetipo rappresentato dal
simbolo o dal mantra. In realtà non facciamo niente di miracoloso o magico, ma, semplicemente stiamo
utilizzando una legge della natura "Simile Attira Simile".
Per un corretto approccio alla nostra cassetta degli attrezzi (i simboli), è necessario tracciare i
simboli e recitare i mantra con consapevolezza in questo modo saremo in grado di riprodurre
esattamente gli effetti legati ad essi. In occidente troppo spesso ci limitiamo a demandare il
potere al simbolo come un qualcosa di esterno a noi, che non ci appartiene e paradossalmente
abbiamo reso questi simboli si troppo misteriosi, ad esempio vietandone la pubblicazione e la
possibilità per gli allievi di tenerli disegnati. Questo ha semplicemente portato a creare
confusione nei vari praticanti. Purtroppo come spesso accade ci siamo attaccati principalmente alla
forma, anzichè alla sostanza. Con questo non voglio dire che è corretto farsi dei quadri con i
simboli di Reiki, ma neanche vietare alle persone di tenersene una copia ben custodita in modo che
se si avessero dei dubbi su come tracciarli la si possa consultare. Possiamo sintetizzare dicendo
che il simbolo è privato ma non segreto.
L'approccio migliore è quello di connettersi interiormente al significato intrinseco del simbolo
riproducendone in noi il livello di coscienza. Per arrivare a fare questo in modo consapevole vi
consiglio di meditare sui singoli simboli e di ripeterne 100, 1.000, 10.000 volte e più il mantra,
in questo modo tra noi e il simbolo non ci sarà più alcuna differenza. sino a quando: Io e il
simbolo siamo UNO.
Centro Reiki Milano Sito a cura del Master Reiki Gianluigi Costa.
Presidente e
Responsabile Didattico Nazionale dell'Associazione Italiana Reiki.
Seminari e Corsi a: Milano, Roma, Torino e Palermo..
P.I. 04662100967
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Nel mese di luglio 2006 la nostra associazione (Associazione Italiana
Reiki) ha fatto una scelta importante per il Reiki in Italia, questa scelta e stata determinata
dall’incontro con il Maestro Hyakuten Inamoto. Il quale ci ha onorato della sua presenza e ci ha
trasmesso gran parte degli insegnamenti tradizionali giapponesi. L’altro evento significativo è
avvenuto alla fine del 2000, anno in cui sono giunti in Italia gli insegnamenti
del Maestro Hiroshi Doi, master Reiki iniziato al Reiki occidentale e successivamente membro della
Usui Reiki Ryoho Gakkai (la scuola Reiki fondata da Usui Sensei).
Dal mese di settembre 2006, abbiamo deciso di insegnare solamente il Reiki Tradizionale Giapponese.
Abbiamo inserito tutte le tecniche che in occidente non erano mai arrivate prima, Reiju
(Armonizzazioni/iniziazioni) compresi. Inoltre abbiamo scremato tutte le tecniche Reiki occidentali
(inventate in occidente), quindi non tradizionali.
Le tecniche Reiki insegnate oggi dalla nostra associazione sono quanto di più vicino all’origine si
possa trovare oggi in Italia e probabilmente in occidente.
I nostri seminari di Reiki sono una fusione armonica degli insegnamenti tradizionali portati avanti
dalla Komyo Reiki Kai (scuola Reiki tradizionale del Maestro Rev. Hyakuten Inamoto) e della Gendai
Reiki (scuola Tradizionale del Maestro Hiroshi Doi. Quando in questo sito viene utilizzata la parola “Guarigione”
o suoi sinonimi, devono essere interpretati come felicità, pace, armonia, guarigione spirituale.
Eventuali miglioramenti dello stato fisico andranno interpretati come un possibile effetto di questo ritrovato stato di armonia. L'operatore
Reiki non è un medico. In nessun caso può prescrivere o sconsigliare l’uso di farmaci, cure o
terapie.