Cosa sono i Chakra

L’origine della dottrina legata ai sette Chakra è una delle più antiche che l’uomo abbia mai trattato e risulta essere il codice fondamentale della filosofia buddhista tantrica.

Le prime testimonianze risalgono al 3000 a.C., se ne trovano tracce in molti antichi testi sacri indiani e tutt’oggi sono di fondamentale importanza nella tradizione yogica.

Si narra che nei monasteri tibetani agli adepti “predestinati”fosse praticato un foro all’altezza del 6° Chakra Ajna, situato fra le sopracciglia, conosciuto anche come “Terzo Occhio”, nel quale veniva inserito un bastoncino, la cui precisa collocazione avrebbe dovuto aprire i canali eterici e portare così, il giovane monaco, ad un risveglio spirituale e a facoltà di chiaroveggenza.

Chakra è una parola di origine sanscrito che significa “cerchio”, “vortice”o anche “fiori di loto” chiamati Padma, poiché il Loto è il fiore ad essi associato che si differenzia di colore e numero di petali a secondo del Chakra a cui è abbinato.  Il numero dei petali riflette la velocità di vibrazione.

Il loto rappresenta lo sviluppo spirituale perché dal fango in cui sono immerse le radici, sale verso le acque torbide e si apre alla luce del cielo e del sole.

Hanno un flusso energetico che gira velocemente con movimenti ascendenti e discendenti e si uniscono nel punto di incrocio di quei canali energetici nei quali scorre il Ki, conosciuti con il nome di Meridiani.  Infatti l’Agopuntura, la Riflessologia e lo stesso Shiatsu sono tecniche che agiscono lungo questi canali e le manifestazioni dei blocchi energetici che avvengono a livello fisico non sono altro che gli stessi blocchi energetici già presenti a livello dei Chakra e dell’Aura.

Alcuni antichi testi orientali ne distinguono più di diecimila ma solitamente per la pratica del Reiki si considerano soltanto i Sette Chakra Maggiori più due situati nei palmi delle mani e due situati nelle piante dei piedi.

I Sette Chakra Maggiori sono contenuti nel Corpo Eterico e situati nei punti di incrocio di ventuno linee energetiche sottili chiamate Nadi , questi, sono particolarmente importanti, perché è grazie a loro che l’organismo umano assorbe il Ki dell’ambiente che lo circonda.

Ne sono stati identificati moltissimi ma solamente tre sono di fondamentale importanza per la cultura indiana e la pratica dello Yoga: Sushumna , Ida e Pingala .

Sushumna è il canale centrale e scorre dalla base della spina dorsale (1° Chakra Muladhara) fino alla sommità del capo (7° Chakra Sahasrara) ed è fiancheggiato e attraversato dagli altri due canali;

Ida , di colore bianco , sale serpeggiando dalla base sx del perineo (Muladhara) fino alla narice dx ed è associato alle energie fresche, ambrosiali e lunari della psiche;

Pingala ,di colore rosso, sale anch’esso serpeggiando ma dalla base dx del perineo (Muladhara) fino alla narice sx e la sua energia è solare ed infuocata.

Nella cultura indiana l’energia che scorre in questi tre canali è chiamata Kundalini Shakti, la coscienza dell’energia, immaginata come un serpente che dorme arrotolato tre volte e mezzo alla base della colonna vertebrale.

La purificazione di questi tre canali (Sushumma,Ida,Pingala) permette l’ascesa della Kundalini:la Dea Serpente si risveglia e sale lungo Sushumma, passa attraverso i Chakra smovendo tutte le loro forze fino ad arrivare oltre il 7° Chakra (Sahasrara), raggiungendo uno stato di elevata spiritualità beatitudine.

Esistono tecniche particolari che favoriscono questo processo: la meditazione, lo Yoga, le pratiche Tantriche, il Chi Kung e anche il Reiki si è dimostrato valido per sbloccare e riportare equilibrio energetico ai canali e ai Chakra.

In Giappone ed in Cina, riferito all’arte dello Shiatsu, questi canali sono riconosciuti come importanti meridiani su cui si trovano punti di considerevole valenza:

il canale centrale Sushumma è chiamato linea dell’Hara, Ida è il corrispondente del Meridiano Vaso Concezione e Pingala è il corrispondente del Meridiano Vaso Governatore.

I Chakra sono suddivisi in tre Inferiori e tre Superiori, separati dal 4° Chakra e sono direttamente collegati fra loro; infatti, per trarre maggiore beneficio sarebbe opportuno operare sia sul Chakra della zona squilibrata, sia sul Chakra ad esso corrispondente:

 

1° Chakra  collegato a 7° Chakra (energia di terra unita a quella di cielo)

2° Chakra     collegato a 6° Chakra (percezione a livello materiale con quella a livello       sottile e profonda)

3° Chakra collegato a 5° Chakra (la mente conscia e individuale con la mente inconscia e universale)

4° Chakra     funge da ponte di collegamento tra le energie sottili superiori (dei tre primi  Chakra) e quelle grossolane inferiori ( degli ultimi tre Chakra)

I tre Chakra Inferiori (Muladhara, Svadhisthana, Manipura) sono caratterizzati da energie grezze e incontrollabili, regolano la sopravvivenza, la conservazione, la sessualità e il potere psichico personale,

i tre Chakra Superiori (Vishuddha, Ajna, Sahasrara) hanno l’apertura della coscienza verso nuove prospettive, l’altruismo, la saggezza.

Al centro c’è Anahata, il 4° Chakra, e rappresenta il centro dell’amore, del donarsi in modo equilibrato.

Il 1° e 7° Chakra sono singoli mentre gli altri cinque sono doppi con un aspetto anteriore e uno posteriore.

Nella parte anteriore i Chakra doppi si relazionano con i sentimenti e le emozioni, mentre quelli della parte posteriore con la razionalità e la volontà.

Il 1° Chakra Muladhara e il 7° Chakra Sahasrara rappresentano le due estremità del Canale della Vita Sushumma e quindi il collegamento delle energie della Terra e del’Universo.

Ogni Chakra possiede sette strati, quanti sono i Corpi Sottili, perciò la sua matrice è presente in tutti e ognuno di essi è collegato alla propria Aura: Muladhara con il Corpo Fisico, Svadhisthana con il Corpo Eterico e così via.

I Chakra Principali sono sette e sono suddivisi per colore, suono, elemento naturale, pianeta e così di seguito.

  •         1° Chakra              Muladhara
  •         2° Chakra              Svadhisthana
  •         3° Chakra              Manipura
  •         4° Chakra              Anahata
  •         5° Chakra              Vishuddha
  •         6° Chakra              Ajna
  •         7° Chakra              Sahasrara

DESCRIZIONE DEI CHAKRA

1° Chakra

MULADHARA

Il primo chakra è chiamato Muladhara ed è situato alla base di Sushumna, a livello del perineo. È chiamato anche chakra Radice, è raffigurato con quattro petali di colore rosso ed ha una velocità vibrazionale bassa. Presiede al buon funzionamento di ossa, tessuti, tendini, muscoli e controlla la funzione riproduttiva, le ghiandole surrenali, i genitali, il retto e il grosso intestino. È associato all’elemento Terra e il Senso che gli appartiene è l’Odorato. È collocato sul primo strato aurico, il Corpo Fisico. Uno squilibrio energetico a livello fisico potrebbe provocare problemi come sciatica, emorroidi, reumatismi ed artrite, mentre uno squilibrio a livello psicologico porta ad insicurezza e depressione.

 

2° Chakra

SVADHISTHANA

Il secondo chakra chiamato Svadhisthana si trova a livello dei genitali; è chiamato anche chakra Sacrale ed è raffigurato con sei petali di colore arancio vermiglio. Fisicamente è associato alla vescica, ai reni, alla parte inferiore dell’intestino, alle ovaie, alla prostata e ai testicoli. Appartiene all’elemento Acqua e il suo Senso è ilGusto. È collocato sul secondo strato aurico, il Corpo Eterico. Un suo squilibrio energetico a livello fisico comporta problemi di diabete, disturbi visivi e circolatori; mentre uno squilibrio a livello psicologico provoca ansia, illusione e impotenza.

3° Chakra

MANIPURA

Il terzo chakra chiamato Manipura si trova a livello dell’ombelico, precisamente tra la dodicesima vertebra toracica e la prima sacrale. Per la cultura giapponese corrisponde all’Hara; è anche chiamato chakra del Plesso Solare. È raffigurato con dieci petali di colore giallo oro. Sul piano fisico è collegato al sistema digestivo e all’assimilazione fisica del cibo e di tutto ciò che concerne il nutrimento. Influenza organi quali stomaco, milza, fegato, piccolo intestino, diaframma e polmoni. Quando si verifica un cattivo funzionamento di questo chakra possono manifestarsi rapidi cambiamenti di umore, depressione, problemi digestivi e dermatologici. È collocato sul terzo strato aurico, il Corpo Astrale; appartiene all’elemento Fuoco e il suo Senso è la Vista. Un suo squilibrio energetico a livello fisico comporta problemi di ulcera, diabete e difficoltà visive; mentre un suo squilibrio a livello psicologico provoca atteggiamenti di egoismo e superiorità.

4° Chakra

ANAHATA

Il quarto Chakra chiamato Anahata si trova a livello del Plesso Cardiaco, precisamente tra i due capezzoli. È chiamato anche chakra del Cuore ed è raffigurato con dodici petali di colore verde. È per eccellenza il chakra dell’Amore, della pace, della felicità, del rapporto con gli altri, della compassione e dell’equilibrio. Dal punto di vista fisico è associato al cuore, al sistema circolatorio e respiratorio, ai polmoni, al sistema immunitario, a braccia e mani. La ghiandola endocrina a cui è collegato è il timo. È collocato sul quarto strato aurico a livello del Corpo Mentale Inferiore; l’elemento associato al chakra del Cuore è l’Aria e il suo Senso è il Tatto. Un suo squilibrio energetico a livello fisico provoca disfunzioni cardiache, polmonari, ipertensione e asma; mentre un suo squilibrio a livello psicologico provoca atteggiamenti di ossessività, indifferenza e forte egoismo.

 

5° Chakra

VISHUDDHA

Il quinto chakra chiamato Vishuddha si trova a livello della gola; è raffigurato con sedici petali di colore blu azzurro ed è chiamato anche chakra della Gola. Dal punto di vista fisico regola il sistema nervoso, le corde vocali, le orecchie e gli organi riproduttivi femminili. Le ghiandole endocrine ad esso associate sono la tiroide e le paratiroidi collocate nel collo. È collocato sul quinto strato aurico, il Corpo Mentale Superiore e il Senso ad esso riferito è l’Udito. Appartiene all’elemento Etere. Questo chakra presiede a tutte le funzioni di comunicazione e di espressione personale. Un suo squilibrio a livello fisico provoca mal di gola, torcicollo, otite e tracheite; mentre uno squilibrio a livello psicologico può portare a chiusura, rigidità, fobie e inibizioni.

6° Chakra

AJINA

Il sesto chakra chiamato Ajina è situato sulla fronte, al centro della base sopraccigliare. È chiamato anche chakra del Terzo Occhio. Questo chakra ha in realtà 96 petali di colore indaco ma considerato che il suo movimento vibrazionale è molto veloce, assumendo un grosso volume di crescita, nella tradizione indiana è raffigurato con due grossi petali.  Dal punto di vista fisico Ajina e collegato all’occhio sx, al naso, alle orecchie e al cervello; la ghiandola endocrina ad esso associata è la ghiandola pituitaria o comunemente conosciuta come ipofisi. Le disfunzioni fisiche possono riguardare problemi legati alla vista, emicranie, ronzii alle orecchie e labirintite; l’instabilità energetica psicologica di questo chakra provoca incubi, nevrosi, stress e confusione mentale. L’elemento ad esso associato è l’unione di Etere e Luce, energia e materia indifferenziata. È collocato sul sesto strato aurico, il Corpo Causale.

 

7° Chakra

SAHASRARA

Il settimo chakra è chiamato Sahasrara ed è collocato a pochi millimetri sopra la testa. È chiamato anche chakra della Corona. È il chakra dai mille petali di colore violetto, bianco dorato. Dal punto di vista fisico è collegato alla parte superiore del cervello e all’occhio dx; la ghiandola endocrina che gli appartiene è la ghiandola pineale o conosciuta come epifisi. È collocato sul settimo strato aurico, il Corpo Spirituale. L’elemento che gli corrisponde è la Coscienza. Squilibri fisici possono causare infiammazioni cerebrali, forti difficoltà visive ed emicranie; mentre squilibri a livello psicologico sono causa di forti depressioni, fobie e confusione mentale.

 

I 7 Chakra e loro 50 Vritti (Propensioni)

Il primo Chakra è situato due dita sopra l’ano e controlla il fattore solido e quattro Vritti :

KAMA desiderio di piacere fisico (cibo, sesso, sonno, o qualsiasi altro piacere materiale, come il denaro).
ARTHA desiderio di piacere mentale (conoscenza, studio, curiosità intellettuale, ecc.).
DHARMA desiderio dell’infinito o desiderio psicospirituale (esperienze mistiche, l’autoconoscenza, la conoscenza del Supremo).
MOKSA desiderio di liberarsi dei legami della mente e della materia (unione con l’Assoluto, Nirvana, la Vita Eterna, Yoga, ecc.).

Il secondo Chakra è situato all’altezza degli organi genitali e controlla il fattore liquido e sei Vritti :

  • Avajina: lo sminuire gli altri
  • Murcha: la mancanza di buon senso; l’essere mentalmente assenti
  • Prashraya: l’essere indulgenti
  • Avishvasa: la mancanza di fiducia
  • Sarvanasha: la paura di essere annientati
  • Kruratà: la crudeltà

Il terzo Chakra o plesso igneo (del fuoco) è posizionato all’altezza dell’ombelico e controlla dieci Vritti:

  • Lajja: la timidezza
  • Pishunatà: la tendenza ad essere sadici
  • Iirsha: l’invidia
  • Susupti: la staticità, l’inerzia
  • Visada: la melanconia
  • Kasaya: l’irascibilità, la permalosità
  • Trishna: il desiderio di accumulare ricchezze
  • Moha: l’essere soggetti a folli passioni
  • Ghrina: il provare odio, avversione
  • Bhaya: la paura

Il quarto Chakra o plesso aereo (detto anche plesso solare nel Tantra), situato al centro dello sterno, controlla dodici Vrttj :

  • Asha: la speranza
  • Cinta: la preoccupazione
  • Cesta: lo sforzo per risvegliare le proprie potenzialità latenti
  • Mamatà: l’amore e l’attaccamento
  • Dambha: la vanità
  • Viveva: la capacità di discriminazione
  • Vikalatà: il torpore mentale dovuto a paura
  • Aham’kara: l’egoismo
  • Lolatah: l’avarizia
  • Kapathata: l’ipocrisia
  • Vitarka: la litigiosità che può arrivare all’esagerazione
  • Anutapa: il pentimento

Il quinto Chakra o plesso etereo (detto anche plesso siderale o stellare), che si trova al centro della gola, controlla il fattore etereo Isuono) e sedici Vritti lo cui descrizione è più complessa, Alcune di esse corrispondono a dei suoni prodotti da certi animali; altre sono Vritti più sottili di quelle dei Chakra inferiori:

  • Sadaja: suono del pavone;
  • Risabha: suono del bue
  • Gandhara: suono della capra;
  • Madhyama: suono del cervo;
  • Paincama: suono del cuculo;
  • Dhaevata: suono dell’asino;
  • Nisada: suono dell’elefante;
  • Oum: radice acustica della creazione;
  • Hummm: suono della kulakundalini (l’energia divina a forma di serpente arrotolato su se stesso nel primo Cakra, che quando viene risvegliata con le pratiche tantriche produce il suono hummm);
  • Phat: mettere in pratica lo teoria;
  • Vaosat l’espressione della conoscenza mondana, terrena;
  • Vasat: benessere nelle sfere sottili;
  • Svaha: compiere azioni nobili;
  • Namah: abbandono al Supremo;
  • Visa: espressione di repulsione;
  • Amrta: espressione dolce.

Il sesto Chakra o plesso lunare, al centro delle due sopracciglia, controlla due Vritti:

  • Apara: conoscenza mondana;
  • Para: conoscenza spirituale.

Il settimo Chakra, situato alla sommità del capo, controlla tutte le cinquanta Vritti e le loro espressioni sia interne che esterne (50×2) lungo le dieci direzioni principali. È per questa ragione che in alcuni disegni si rappresenta il Chakra alla sommità del capo sotto forma di un fiore di loto dai mille petali. Ogni Chakra viene rappresentato da un fiore di loto che ha tanti petali quante sono le Vritti corrispondenti. La biopsicologia è una scienza antica, che trova, ora, nell’era scientifica e tecnologica, le prove analitiche delle intuizioni dei tantrici di qualche migliaio di anni fa. Essa studia l’influenza delle ghiandole e dei loro ormoni sulle Vritti e sulle espressioni fisiologiche, psicologiche e psicospirituali degli esseri umani.

2 commenti
  1. Magda
    Magda dice:

    Grazie per questo bell’articolo mi ero sempre chiesta perché il sesto Chakra è rappresentato con soli due petali , saluti cordiali

    Rispondi

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