Reiki e Meditazione

Reiki e Meditazione, cosa hanno in comune?
Per rispondere brevemente a questa domanda posso dire che sono due facce della stessa medaglia.
Facciamo un breve cenno storico sul Reiki che è arrivato in occidente e diffuso dalla signora Takata, l’allieva di Hayashi.

Purtroppo o per fortuna, questo non mi è ancora chiaro, la Takata ha modificato molto l’insegnamento tradizionale del Reiki che insegnava il Maestro Hayashi omettendo gran parte delle tecniche Reiki insegnate da Usui, modificando parzialmente i simboli e il nome ad essi associati. Oltre a questo ha omesso completamente l’insegnamento della meditazione come pratica fondamentale e integrante del Reiki.

Perchè la meditazione è fondamentale nel Reiki?

Quasi tutti gli insegnati Reiki così come tramandato dalla stessa Takata insegnano che quando facciamo Reiki dobbiamo affidarci completamente all’energia in quanto è intelligente e va da sola dove serve. Insegnamento assolutamente corretto ma purtroppo incompleto. L’energia di Reiki è sicuramente intelligente e va da sola a lavorare dove serve a condizione che la mente dell’operatore non metta nessuna intenzione durate lo svolgimento del trattamento. Qui casca l’asino! In quanto come ben sappiamo l‘energia segue il pensiero o se preferite il pensiero crea.

Facciamo un esempio arriva da noi un persona con mal di stomaco, iniziamo il nostro trattamento e molto probabilmente la nostra mente inizierà a pensare che dobbiamo far passare il mal di stomaco, a volte immaginando anche l’energia che va allo stomaco del nostro ricevente. Processo assolutamente naturale, ma, molto limitante per l’energia che andrà sicuramente allo stomaco del nostro ricevente, portando magari, anche dei benefici sintomatici, con nostra grande soddisfazione e compiacimento del nostro ricevente.  Però così facendo abbiamo disatteso l’indicazione di lasciare libera l’energia, di non metterci pensiero e intenzione. Come ben sapiamo tutte le problematiche fisiche dal punto di vista olistico sono psico-somatico-spirituali ergo causate dallo squilibrio generato dalla nostra ignoranza o squilibrio tra corpo, mente  e anima.

E’ vero! l’energia di Reiki è intelligente, ma lo deve essere anche il canale (l’operatore), altrimenti la nostra mente, le nostre intenzioni andranno a limitare il libero fluire dell’energia stessa.

Usui insegnava ai suoi allievi la meditazione non solo come strumento di crescita spirituale indispensabile per espandere la propria coscienza e consapevolezza, ma anche come strumento fondamentale per imparare a staccare la mente durante i trattamenti, infatti quando facciamo un  trattamento dovremmo riprodurre grazie all’esperienza e alla conoscenza della meditazione lo stesso stato interno di resa e abbandono, in questo modo non solo l’energia sarà veramente libera, ma, sperimentando stati di espansione di coscienza anche l’energia canalizzata avrà frequenze più alte e produrrà risultati più efficaci e profondi andando, non solo a lavorare sul sintomo ma anche sulle cause profonde che lo hanno generato.

La pratica del Reiki può essere definita “Disciplina Spirituale” solo se facciamo della meditazione una pratica quotidiana e costante. Non esiste  vera disciplina spirituale senza la meditazione, questa verità la troviamo in tutte le tradizioni antiche e soprattutto in quelle di origine orientale come il Reiki.

Usui nel Reiki insegnava ben quattro tecniche di meditazione in funzione del livello di insegnamento ognuna delle quali ha uno scopo ben preciso che va dal controllo della mente e il raggiungimento della pace interiore (Hanshin Ritsumei che è lo scopo del Reiki) alla pulizia energetica del corpo, della mente, dello spirito e alla trasformazione del Karma.

2 commenti
  1. Isabella
    Isabella dice:

    Buongiorno amici,
    Vorrei ricominciare a fare su di me l auto trattamento, ho visto nel blog che è preferibile farlo all alba e al tramonto, articolo molto ma molto utile complimenti!

    Rispondi

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