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Amma da Papa Francesco

Amma da Papa Francesco

 cronaca

HIRUVANANTHAPURAM: Papa Francesco ha invitato Mata Amritanandamayi in Vaticano e l’incontro in programma che si terrà il 2 dicembre Amma è ora in un tour europeo e presto partirà per gli Stati Uniti pure. Secondo fonti vicine a Mata, l’invito è stato esteso a suoi cinque mesi fa, ma a causa di suoi impegni precedenti, ha confermato la data di solo pochi giorni fa.

“La data di incontro con Papa Francesco è deciso quando Amma è stato in tour in Irlanda. Oggi e domani, Amma e il suo entourage sono a Berlino e presto partiranno per gli Stati Uniti “, ha detto una fonte a Amritandamayi Mutt a Vallikkavu.
Discepolo di Swami Mata Amritaswarupananda, che la accompagna, non può essere contattato. Papa Francesco può incontrare capi religiosi ebrei e buddisti insieme a Mata. Ma un alto funzionario Chiesa cattolica siro-malankarese ha detto DC che di solito Papa Francesco esorta i capi religiosi o statisti quando sono in Vaticano “. In circostanze normali, il Papa non si estende un invito ai capi religiosi di venire a incontrarlo e invece egli chiamerà su di loro. Ma durante il mandato di Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI, che avevano tenuto riunioni mondiali leader religiosi “a Assisi due volte alla quale hanno partecipato Swami Agnivesh e leader religiosi appartenenti alla comunità sikh e Jain pure.
Di solito, sono le Relazioni Religiose del Vaticano, il Pontificio Consiglio, che estende l’invito ai capi religiosi e uomini di stato per incontrare il Papa quando scendono al Vaticano “, ha detto il funzionario.

Aggiornamento

La notizia è confermata:

Amma è a Roma pronta per lo storico incontro di domani con il Papa Francesco e altri leader religiosi del mondo per impegnarsi congiuntamente ad uno sforzo comune contro la schiavitù.

http://www.amritapuri.org/18988/14rome.aum (sito ufficiale di Amma)

Domani martedì 2 dicembre ci sarà la diretta streaming sul sito di Amma www.amritaputi.org e sul nostro sito amoreiki.it dalle 10,30 alle 12,30 (ora italiana)

Aggiornamento del 2 dicembre 2014 h. 13,30

L’incontro di Amma con Papa francesco e altri importanti leader spirituali in rappresentanza della principali confessioni religiose si è appena concluso con la firma all’importante dichiarazione congiunta contro la schiavitù moderna dell’essere Umano.

erano presenti ed hanno firmato la dichiarazione:

Amma per la fede Indù
Chiesa cattolica: Papa Francesco
Religione buddhista: il Maestro Zen Thich Nhat Hanh (Thay) (rappresentato dalla Venerabile Bhikkhuni Thich Nu Chan Khong)
Religione buddhista: il Venerabile Datuk K Sri Dhammaratana, Sommo Sacerdote della Malesia.
Religione ebraica: il Rabbino Dr. Abraham Skorka
Religione ebraica: il Rabbino Capo David Rosen KSG, CBE
Chiesa ortodossa: Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo (rappresentato da Sua Eminenza Emmanuel, Metropolita di Francia)
Religione musulmana: Mohamed Ahmed El-Tayeb, Grande Imam di Al Azhar (rappresentato dal Dr. Abbas Abdalla Abbas Soliman, Sottosegretario di Stato di Al Azhar Alsharif)
Religione musulmana: il Grande Ayatollah Mohammad Taqi al-Modarresi
Religione musulmana: il Grande Ayatollah Sheikh Basheer Hussain al Najafi (rappresentato dallo Sceicco Naziyah Razzaq Jaafar, Consigliere speciale del Grande Ayatollah)
Religione musulmana: lo Sceicco Omar Abboud
Chiesa anglicana: Sua Grazia Justin Welby, Arcivescovo di Canterbury

ultimo aggiornamento 2-12-2014 h. 17,37 tratto da http://www.huffingtonpost.it/ :

Alle parole di Francesco sono seguite le dichiarazioni dei principali leader religiosi, a cominciare dalla religiosa indiana Mata Amritanandamayi, anche conosciuta come Amma, che il lingua hindi significa Madre. 

Intervento di Amma:

Questo è il testo completo del discorso che Amma ha tenuto martedì, 2 dicembre 2014, in Vaticano durante l’incontro interconfessionale dei leader religiosi per porre fine alla schiavitù:

Discorso sulla Tratta di Esseri Umani e sulla schiavitù moderna
Pontificia Accademia delle Scienze, Città del Vaticano, 2 dicembre 2014
M’inchino a tutti voi, qui presenti, che siete l’incarnazione dell’Amore supremo e della Verità suprema.
A Sua Santità Papa Francesco, e a tutti gli altri illustri ospiti, desidero innanzitutto esprimere il mio profondo apprezzamento per l’opportunità di essere qui con voi e partecipare a questo incontro storico. Colgo questa occasione per esprimere la mia gratitudine per la determinazione e l’impegno sociale di Papa Francesco e di Sua Eminenza Arcivescovo Marcello Sanchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, che hanno operato affinché questo incontro diventasse realtà.
Il traffico degli esseri umani è uno dei peggiori flagelli della nostra società, non solo in questo secolo ma sin dalla notte dei tempi. Tanto più ci sforziamo di sradicare la schiavitù e il lavoro forzato, tanto più sembra che riprendano con raddoppiata forza. È come uno spirito maligno che continua a tormentarci. Come Papa Francesco ha detto: “Il traffico di esseri umani è come una ferita aperta nel corpo della società contemporanea, un crimine contro l’umanità”.
È responsabilità di ogni Paese promulgare leggi che combattano questo crimine efferato e infame, sradicandolo, e che proteggano e liberino le sue vittime da un tale destino. Ogni cittadino impegnato al servizio della comunità e della giustizia ha questa responsabilità morale. Tuttavia, siamo tutti consapevoli dell’amara verità che questo problema non può essere risolto facilmente perché il traffico degli esseri umani è una ferita antica di secoli, molto profonda e purulenta.
La tratta di persone annienta l’esistenza di bambini innocenti e indifesi, che abbracciano la vita con un cuore pieno di dolci sogni per il futuro, e che vengono abbandonati infine distrutti e reietti.
Dio, nella Sua compassione, ci ha benedetto con il dono della vita, che dobbiamo vivere compiendo buone opere da offrire a Lui. Distruggere la vita di un’altra persona è profanare questo dono di Dio. Tutti gli esseri viventi sono strumenti nelle mani del Divino.
La legge del tribunale di Dio è la rettitudine o dharma. Impegnamoci tutti a rispettare e osservare questa legge. Il traffico di esseri umani è ignobile. I leader religiosi possono salvare sia gli oppressori, che tendono la rete del traffico di esseri umani, sia chi vi rimane imprigionato, riportando entrambi sulla retta via. I capi religiosi dovrebbero essere pronti a scendere in campo per ristabilire la rettitudine. Prepariamoci a combattere questa guerra non per uccidere, ma per salvare gli indifesi dalla stretta di menti demoniache. La nostra risposta non dev’essere dettata dalla vendetta o dalla discriminazione contro persone di caste, credi o religioni diverse. Al contrario, coltiviamo l’empatia, riconoscendo il Divino in ognuno.
La mente umana ha costruito molte divisioni sotto forma di religioni, caste, lingue e frontiere. È necessario gettare un ponte d’amore puro che tutto abbraccia per abbattere le barriere create da noi. Ogni cuore indurito si scioglierà nell’amore. L’amore può illuminare persino l’oscurità più fitta. L’amore disinteressato può provocare un cambiamento e trasformare una mente demoniaca che ci opprime in uno strumento che ci libera. Chi è implicato nel traffico e nella schiavitù di esseri umani è caduto preda di una mente negativa. I leader religiosi dovrebbero ideare, senza altri fini, un percorso di riabilitazione basato sul servizio disinteressato e sulla spiritualità, che è l’essenza di tutte le fedi.
Rimanere in silenzio di fronte all’ingiustizia è una forma d’iniquità. È compito dei governi e di chi occupa una posizione di potere emanare leggi che non consentano ai colpevoli di sfuggire alla giustizia e fare in modo che esse vengano scrupolosamente attuate. In molti Paesi, i governi e le varie ONG stanno lottando contro il traffico di esseri umani, ma il potere e gli enormi profitti derivati dal trattare le persone come oggetti da usare e poi buttare via, non sono stati ancora intaccati. Il numero delle vittime di questo business sta aumentando in modo allarmante. Come le radici di un grande albero, le radici di questa tragedia affondano sempre più profondamente nella società. Se non prendiamo posizione contro questa ingiustizia che si svolge davanti ai nostri occhi, facciamo un grave torto alle generazioni future.
Le vittime della tratta di persone hanno perso ogni autostima e sono precipitate nel baratro della disperazione. Spesso vengono usate dai terroristi come corrieri della droga, come attentatori suicidi e per altre attività criminali. Alcuni cibi che sono ogni giorno sulla nostra tavola vengono prodotti da bambini costretti a lavorare giorno e notte. I loro reni e altri organi sono considerati merce da porre in vendita. Quando questi bimbi non sono più utili e hanno contratto malattie incurabili come l’AIDS o soffrono di disturbi psicologici per gli abusi subiti, vengono gettati in strada.
Ho incontrato e ascoltato personalmente migliaia e migliaia di testimonianze su questo traffico. Un giorno, una donna venne da me in lacrime e mi disse:
“Amma, ho l’AIDS. Il mio unico desiderio è rivedere mia figlia prima di morire. Ti prego, aiutami”. Quando Amma le chiese cosa fosse successo, rispose: “Quando avevo nove anni, lavoravo come domestica presso una famiglia. Un uomo anziano veniva spesso a trovarci. Mi disse che avrebbe potuto offrirmi una paga migliore e altri vantaggi. La mia famiglia era molto povera e così decisi di andare con lui. Quando arrivammo nella nuova casa, inizialmente non capii cosa stesse succedendo. C’erano molte ragazze all’incirca della mia età e alcune donne più vecchie. Non mi era permesso parlare con loro. Compresi infine che si trattava di un bordello. Diversi uomini cominciarono a venire da me e a violentarmi ripetutamente. Inizialmente mi arrabbiai e mi sentii anche in colpa per tutto quello che ero costretta a fare ma, col passare del tempo, persi ogni autostima e cominciai persino a provare piacere nel mio lavoro.
“Cinque anni più tardi, diedi alla luce una bambina che riuscii ad allattare solo per un mese. Poi, improvvisamente, me la portarono via. Dopo alcuni anni contrassi l’HIV. Mi venne negato il permesso di vedere la mia bambina. Quando mi ammalai gravemente, mi dissero che mi avrebbero portata in ospedale, ma invece mi abbandonarono a me stessa. Li supplicai invano di poter vedere mia figlia ancora una volta. Non vollero neppure riprendermi nel bordello. Tutti quelli a cui mi rivolsi in cerca di aiuto mi trattarono con disprezzo e disgusto, chiudendomi tutte le porte in faccia. Non sapevo dove andare. Non ce la faccio più a vivere in questo mondo, voglio solo vedere ancora una volta mia figlia prima di morire. Le inietteranno degli ormoni per farla sembrare più vecchia? La useranno come hanno fatto con me e poi la butteranno via?” Dopo aver ascoltato questa storia drammatica, inviai alcune persone sul posto nel tentativo di trovare sua figlia, senza successo.
Alcune donne che venivano da un altro luogo raccontarono ad Amma la loro storia straziante: “Amma, c’era un uomo che veniva da noi regolarmente, ci aiutava quando avevamo bisogno. Cominciammo ad avere fiducia in lui. Dopo un po’ ci offrì di portare i nostri bambini all’estero, promettendo di offrire loro un buon impiego nella società di un suo amico e d’inviarci ogni mese molto denaro. A ognuna di noi diede 1.000 rupie (pari a 13 euro circa) come anticipo. L’uomo partì infine portandoli con sé. Da allora non abbiamo più visto né lui né i nostri figli, non sappiamo bene dove siano, ma ho sentito dire che sono stati portati in un bordello. Quando alcune persone sono andate a cercarli lì, gli hanno detto che erano già stati mandati altrove”. Mentre dicevano questo, le donne scoppiarono a piangere.
Oggi il valore di ogni cosa è aumentato. Gli uomini vendono il loro sperma e le donne le loro ovaie per moltissimo denaro. Tuttavia, paradossalmente, in molti Paesi un bambino può essere comprato e avviato alla prostituzione o a un lavoro sottopagato per la misera somma di 10-20 dollari.
Il traffico di esseri umani è un problema complesso, che richiede quindi una soluzione articolata. Ci sono per esempio un aspetto etico, un aspetto economico e delle implicazioni giuridiche. I servizi sociali e le campagne di sensibilizzazione possono svolgere un ruolo molto importante. Da ogni punto di vista, potremo migliorare questa situazione soltanto attraverso un approccio congiunto.
Oggi, la maggioranza dei bambini che vive nelle zone rurali non sono solo poveri, ma non hanno neppure accesso a un’istruzione adeguata. Vi sono poche scuole e anche se iniziano a frequentarle, riescono a malapena a finire la scuola media inferiore.
Se un diabetico continua a mangiare dolci, pur prendendo regolarmente le medicine, la sua glicemia aumenterà. Allo stesso modo, solo il denaro non migliorerà la situazione attuale. Dobbiamo aiutare le generazioni future e le vittime del traffico di esseri umani fornendo loro strumenti pratici, educandoli a una maggiore consapevolezza.
Risvegliamo il coraggio e la fiducia in se stesse che le vittime della tratta di esseri umani hanno ora allo stato latente e aiutiamole a risollevarsi. È importante che comprendano che non sono gattini impotenti e vulnerabili, ma cuccioli di leone, forti e coraggiosi. Aiutiamole a elevare la loro mente.
Ci sono due tipi di educazione: l’educazione scolastica che ci permette di guadagnarci da vivere e l’educazione per la vita. L’educazione che acquisiamo studiando all’università, impegnandoci duramente per diventare medico, avvocato o ingegnere ci permette di guadagnarci da vivere. Ma l’educazione per la vita richiede la comprensione dei principi fondamentali della spiritualità. Il vero scopo dell’educazione non è formare persone che comprendano solo il linguaggio delle macchine, ma favorire una cultura del cuore, una cultura che si basa su valori durevoli.
Quando i devoti di Amma visitano i villaggi, offrono corsi di formazione professionale e al tempo stesso impartiscono alle donne un’educazione sessuale e trasmettono loro valori che arricchiscono la vita. Molte giovani sono riuscite così a sfuggire a persone, talvolta ai loro stessi genitori, che intendevano venderle e avviarle alla prostituzione. Amma è riuscita ad aiutare l’80% delle donne che erano state costrette a prostituirsi e che le hanno chiesto aiuto. Grazie ai nostri corsi di formazione professionale, esse sono ora indipendenti. Tuttavia, l’altro 20% continua a svolgere questa attività, non vuole cambiare vita, e Amma non le forza in alcun modo.
Il desiderio sessuale è come la fame. Anche se abbiamo fame, non mangiamo tutto quello che ci capita a portata di mano. Quando andiamo al ristorante e facciamo la nostra ordinazione, le persone sedute ai tavoli vicini potrebbero aver ordinato pietanze diverse. Potremmo pensare: “Oh, se avessi chiesto anch’io quel piatto!” Ciò nonostante, esercitiamo un certo grado di autocontrollo. Allo stesso modo, è necessario l’autocontrollo in ogni aspetto della vita, anche e soprattutto nel desiderio sessuale.
Occorre impartire i valori spirituali ai bambini sin dalla loro tenera età. Quando Amma era piccola, sua madre le diceva: “Non fare mai la pipì nel fiume. Il fiume è la Madre Divina”. Nuotando nella laguna, anche se l’acqua era fredda, riuscivamo a trattenerci, ricordando le parole di nostra madre. Quando si sviluppa un atteggiamento di riverenza per un fiume, non lo si profanerà mai.
Grazie al nostro rispetto, l’acqua rimaneva pulita e un fiume pulito arreca beneficio a tutti quelli che si immergono nelle sue acque. Non è importante discutere se Dio esiste o non esiste, l’importante è che la nostra devozione e la nostra fede in Lui ci aiutino a sostenere i valori positivi e la rettitudine nella società. Sono questi valori che creano una situazione di equilibrio nella società e in tutta la creazione.
Le strade sono fatte per essere percorse dai veicoli. Potremmo provocare un incidente se decidessimo di guidare la nostra macchina nel modo che più ci piace. Proprio come esistono le norme del codice stradale, vi sono norme analoghe in ogni ambito della vita. I valori spirituali ci aiutano a vivere osservando tali norme.
Molte persone sono impegnate a fondo per porre fine al lavoro minorile. Limitarsi però a metterlo al bando potrebbe non essere sufficiente a risolvere il problema. Un giorno un uomo portò ad Amma un fanciullo di dieci anni e le chiese di prendersene cura: voleva affidarlo all’ashram. Il padre del ragazzo era morto due anni prima. La madre e la sorella lavoravano entrambe in una fabbrica di candele vicino a casa. La madre soffriva di una malattia renale cronica che presto la costrinse a rimanere a letto. Anche se la sorella percepiva un misero stipendio, bastava per mantenere in qualche modo la famiglia. Dopo qualche tempo, furono emanate leggi che proibivano il lavoro minorile. Il proprietario della fabbrica di candele venne arrestato e la società fu chiusa, lasciando così tutti i bambini che vi lavoravano in mezzo alla strada. Disperata per l’unica fonte di reddito, un mattino la madre inviò il figlio a scuola e poi, assieme alla figlia si tolse la vita con il veleno.
È bene chiudere tali fabbriche, ma spesso ci si dimentica delle famiglie che sopravvivono solo grazie allo stipendio dei figli che vi lavorano. Nel nostro tentativo di risolvere il problema, se ci limitiamo a considerare solo un aspetto senza guardare l’altra faccia della medaglia, gli effetti delle decisioni prese potrebbero avere ripercussioni negative su un ristretto gruppo di persone che non ha altre risorse. Prima di attuare misure drastiche per porre fine al lavoro minorile e al traffico degli esseri umani, dobbiamo creare una base solida che permetta a queste famiglie di essere economicamente indipendenti e avere un futuro assicurato.
La spiritualità inizia e culmina nella compassione. Se riuscissimo a fare della compassione un cammino da percorrere e non una mera parola, potremmo risolvere il 90% dei problemi umanitari che affliggono il mondo. Vi sono due tipi di povertà nel mondo: la prima è causata dalla mancanza di cibo, vestiti e riparo, la seconda dalla mancanza d’amore e di compassione. Quest’ultima è la povertà che dev’essere affrontata per prima, perché se abbiamo amore e compassione nel cuore, serviremo e aiuteremo in modo incondizionato chi soffre per mancanza di cibo, vestiti e riparo.
Secondo la Bhagavad Gita, il Creatore e il creato sono una cosa sola, così come l’oceano e le onde sono la stessa, identica cosa. Sebbene possiamo vedere mille soli riflessi in mille vasi d’acqua, vi é un solo e unico sole. Allo stesso modo, la coscienza é la stessa in tutti noi. Proprio come una mano spontaneamente si tende per alleviare la sofferenza dell’altra mano dolorante, così possiamo noi tutti consolare e offrire sostegno agli altri, come faremmo con noi stessi.
Persone di tutte le nazioni e credi religiosi sono diventate vittime dell’attività criminale dei trafficanti e vivono spaventose situazioni di abuso e sofferenza. Il loro dolore fisico e mentale non fa differenze di lingua, razza o colore della pelle. Queste vittime sono un unico gruppo di esseri umani che lottano contro la morsa di un dolore infinito e di emozioni represse.
Vi sono pomate antibiotiche che aiutano a guarire le ferite esterne e diversi farmaci che curano le malattie dei nostri organi interni. Vi è però una sola e unica medicina capace di risanare le ferite della nostra mente. Questa medicina è l’Amore puro. Per guarire dalle ferite inferte dai trafficanti di esseri umani, dobbiamo curare le loro vittime con l’amore disinteressato, che le condurrà verso la luce di una vita libera, lontana dal buio in cui sono state costrette a vivere. Dobbiamo dare vita a una vasta task force di operatori sociali che portino avanti questa missione sacra. Solo i leader spirituali e religiosi possono crearla.
Possa la compassione che è in ogni essere vivente risvegliarsi. Possa ognuno di noi sviluppare il discernimento e amare e rispettare la vita e tutti quelli che ci circondano. Non siamo isole lontane, ma anelli nella catena della creazione di Dio. Possiamo noi realizzare questa grande verità. Possiamo noi sentire il dolore degli altri come nostro e la loro felicità come la nostra, dimenticando la sofferenza e le ferite del passato e perdonando il dolore che ci è stato inflitto. Possiamo tutti noi inchinarci con riverenza a ciò che c’è di buono nel mondo e trovare la felicità eterna.

Gallery:

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Video Integrale

 


 

Video sintesi con intervento di Amma

Mantra

Amma parla del Mantra

Un devoto andò dalla Madre e chiese un mantra. Lei glielo diede e poi, su sua richiesta, parlò del mantra.

Amma: “Figli, quando Amma vi da un mantra, Lei getta in voi il seme della spiritualità. Trasmette una parte do Se stessa nel vostro cuore. Ma voi dovete lavorarci su. Dovete coltivare quel seme meditando, pregando e recitando il vostro mantra con regolarità, senza tralasciare di ripeterlo. Dovete impegnarvi con serietà.
Il modo naturale di ottenere dello yogurt è aggiungere un cucchiaio di yogurt al latte tiepido. Dopo aver aggiunto la coltura, lasciatelo riposare per un po’ di tempo, in questo modo tutto il latte si trasformerà in yogurt.
Nello stesso modo, Amma ha trasmesso una parte di Se stessa in voi. Ora dovete – lasciar riposare il latte -; dovete raggiungere una stato di quiete interiore ripetendo continuamente il vostro mantra e facendo altre pratiche spirituali. Così tutto il vostro essere verrà trasformato e voi realizzerete la vostra natura Divina”.
Un giovanotto la interruppe dicendo: “Amma, molto tempo fa, un maestri spirituale avrebbe sottoposto un potenziale discepolo a prove prima di dargli un mantra. Amma, tu non fai così. Perchè ci dai un mantra senza prima verificare la nostra idoneità?”.
La Madre sorrise e rispose: “Semplicemente perchè Amma vi ama! Come fa una madre a non voler aiutare i suoi bambini? Per quanto incompetenti possano essere i suoi figli, una madre può essere solo piena di compassione per loro. Figli, voi siete di Amma, e Amma vuole che tutti i suoi figli raggiungano la meta finale. Questo è il motivo per cui Amma vi dà un mantra. Non c’è bisogno di analizzare la ragione, fate semplicemente uso del mantra ripetendolo costantemente, e ciò vi porterà allo stato della realizzazione”.
“La forza vitale di un maestro perfetto è stata sublimata ed è completamente pura. Non c’è desiderio in un essere simile. E’ come un immenso trasformatore che può trasmettere una quantità illimitata di potere agli altri. Ricevendo l’iniziazione al mantra, ossorbite un po’ del potere spirituale del maestro. Facendo la sadhana potete diventare la “Pura Essenza”. In altre parole, diventate come il maestro, o diventate una cosa sola con il maestro.
Il Mantra dato da un satguru (maestro perfetto) vi porterà allo stato di Illuminazione.
Per iniziare ripetete sottovoce il mantra, muovendo le labbra; poi ripetetelo mentalmente. Poi ripetete il mantra in ogni inspirazione ed espirazione finchè non diviene spontaneo e continuo. Alla fine raggiungerete uno stato di meditazione nel quale la mente si calma, ed il Japa ripetizione del mantra si fermerà da solo.
alcune persone vogliono sapere il significato dei mantra. Ma quando state viaggiando in aereo non è necessario sapere di quale metallo sia fatto l’aereo, come funzionino gli strumenti, o chi sia il pilota. Non c’è bisogno di conoscere questi dettagli. La sola cosa importante è arrivare a destinazione. Ripetendo semplicemente il mantra raggiungere la meta finale.
Lo scopo supremo della vita è la realizzazione del Sè. sapendo questo, dobbiamo cercare di capire la natura transitoria del mondo. E poi, con fede, determinazione e piena concentrazione, dobbiamo ripetere il mantra ogni volta possibile.
State cercando di attraversare l’oceano della trasmigrazione, il ciclo di nascita e morte. il mantra è il remo della barca, è lo strumento che usate per attraversare il samsara (ciclo d nascita e morte) della vostra mente irrequieta, con le infinite onde dei suoi pensieri.
Il mantra può essere paragonato ad una scala che salite per raggiungere le altezze della realizzazione di Dio.
Il mantra può essere recitato ovunque ed in qualunque momento. Dovreste ripeterlo sempre; anche al bagno. Se ripetete costantemente il mantra, visualizzando la divinità che il mantra rappresenta , gradualmente svilupperete le caratteristiche di quella divinità.
Domanda: Amma, possiamo visualizzare la Tua forma?
Madre: Potete farlo se volete: Amma sarebbe felice se centinai di persone diventassero come Lei, perchè allora Amma potrebbe servire molte più persone nel mondo.

In Amma

Om Shanti Om
Gianluigi
Secondo una leggenda indiana, il Signore Shiva, contemplando la condizione del mondo, pianse lacrime di compassione. Una lacrima cadde a terra e da essa crebbe l’albero di Rudraksha. Rudraksha significa “lacrime di Shiva” oppure “sotto la protezione di Shiva”. Si ritiene che un mala (collana) di Rudraksha combatta la pressione alta, rinfreschi il sistema nervoso, abbassi la temperatura in caso di febbre, calmi la mente afflitta e irrequieta. Portato a contatto con la pelle o utilizzato come rosario, aiuta a portare la coscienza ad uno stato interiorizzato.

Mala (letteralmente ghirlanda) da indossare o da utilizzare per la ripetizione del mantra come pratica meditativa. I grani che formano un mala sono infilati in un unico filo, appositamente preparato, che viene poi annodato a mano, separandoli solo apparentemente uno dall’altro, rappresentando simbolicamente l’unione e la connessione esistenti alla base di tutte le cose e di tutti gli esseri.

 

Sri Mata Amritanandamayi parla del Diksha

amma-fin-sitoDi seguito potete leggere una testimonianza di una persona che ha avuto modo parlare con Amma in riferimento alla nuova disciplina spirituale tanto di moda in questi ultimi mesi, “il Diksha”.

La mia esperienza con il Diksha e le risposte di AMMA

di Rosy C.
Tutto ebbe inizio nell’agosto 2005 quando un mio caro amico mi disse che sarebbe partito per l’India a fare un corso di 21 giorni su una nuova disciplina che si chiamava Diksha.
Premetto che questo amico è una cara persona, sempre pronto e premuroso verso gli altri, una persona che io stimo molto. Gli chisi che cosa si aspettasse da questa cosa e lui mi rispose che a contatto con questa energia (Diksha), tutti i suoi schemi e condizionamenti e tutte le varie maschere che un po’ tutti ci creiamo si sarebbero dissolte e in alcuni casi si sarebbe raggiunta anche l’illuminazione. Inoltre, dopo aver fatto il corso, avrebbe potuto anche lui trasmettere agli altri questa energia semplicemente attraverso l’imposizione delle mani sulla testa.
Il corso sarebbe costato 5.500 dollari più 150 €. di un corso obbligatorio di due giorni da fare prima della partenza, più il viaggio per l’India. Allora gli chiesi se avesse idea di quanti soldi sarebbero stati cambiandoli in rupie, mi rispose di sì, ma io in quel momento vidi incertezza nei suoi occhi e qui lui replicò: “Se tutto questo è vero non ha prezzo”; a ciò io non potevo dar torto anche se ero convita dentro di me che l’illuminazione non si vende e non si compra ed in cuor mio gli augurai di trovare quello che stava cercando.

Quando egli tornò un mese dopo, venne a trovarmi ma io ero assente (occupata con mia madre che aveva problemi di salute); quindi trovò soltanto mio marito a cui raccontò della sua esperienza e di come questa cosa lo avesse trasformato e che aveva il desiderio di iniziare a dare questo Diksha alle altre persone. Così tutto iniziò.
Mio marito entusiasta per ciò che l’amico aveva raccontato volle fare subito l’esperienza e ne rimase molto colpito. Io e mio marito parlammo molto di questa cosa così dopo un po’ mi convinsi ad andare anch’io. Nel frattempo a questo incontro andavano già una quindicina di persone.
La prima volta che presi il Diksha non sentii un granchè, ebbi solo una sensazione di pace e di benessere. Al contrario di me a mio marito piaceva molto, le prime volte rimase bloccato, praticamente non riusciva più a muovere il corpo, rimaneva così per circa un’ora poi lentamente tornava alla normalità.

Andando avanti con le sedute mio marito ne era sempre più entusiasta; mentre riceveva il Diksha veniva colto da un fremito di risa che non riusciva a controllare, sentiva tanta felicità e tranquillità interiore. Anche a me piaceva ed anche se su di me non aveva l’effetto che aveva su mio marito mi sentivo in pace e tranquilla, anzi scoprii che mi aveva sbloccato nella mia innata timidezza. Difatti sono sempre stata molto timida nel parlare con altre persone e li mi scoprii a parlare a raffica senza fermarmi quando mi veniva in mente di dire qualcosa.

Leggemmo il libro che loro raccomandano: (Come ricevere l’illuminazione di sri Baghavan – scritto da Kiara Windrider) nel tentativo di capire meglio che cosa stavamo ricevendo attraverso l’imposizione delle mani. Più che leggerlo io lo divorai non una, ma due, tre volte ed ogni volta che riaffiorava in me qualche dubbio lo rileggevo nella speranza di trovare in esso qualche risposta ai miei dubbi. Io volevo credere in questa cosa, era un bellissimo sogno che speravo tanto fosse vero.

Così dopo la lettura di questo libro io e mio marito decidemmo di andare in India a fare il corso, programmando la partenza per agosto 2006, tempo necessario per mettere insieme tutti i soldi che ci servivano; nel frattempo iniziai a chiedere informazioni per l’iscrizione ad alcune amiche che la stavano già facendo per partire nel dicembre 2005.
Venni così a conoscenza del fatto che i soldi non andavano in India ma spediti su una banca di Hong Kong; che le persone con malattie tipo: (epatite e sieropositive) non potevano frequentare il corso e che dopo aver fatto detto corso, le persone venivano consigliate di farsi pagare per elargire agli altri questa energia.

In tutto ciò vidi cose che non ritenevo spirituali e la cosa mi disturbò alquanto, più passava il tempo, più i miei dubbi crescevano, spesso ne parlavo con mio marito nella speranza che lui potesse fugare i miei sospetti, ed, invece i dubbi cominciarono a nascere anche a lui.
Così iniziai tutte le sere, prima di addormentarmi, a chiedere aiuto al Divino per illuminarmi su questa situazione.

Mentre vivevo tutto ciò arrivava a Milano AMMA (Madre spirituale dell’India), così decido, se me ne viene data l’oppurtunità, di chiede a lei chiarimenti su questa cosa.
Arrivati da Amma ci vengono dati i numeri per la fila dell’abbraccio. Nell’attesa proiettano dei video sulle sue attività in India, di come venivano utilizzati i soldi che Lei raccoglieva durante i suoi viaggi. Il mio pensiero andava continuamente ai soldi che avrei pagato per fare il corso ed all’utilizzo che loro ne avrebbero fatto, a me sconosciuto. Così i miei dubbi aumentavano.

Arrivato per me il momento dell’abbraccio chiedo se posso fare una domanda e mi viene detto di sì; così chiedo ad Amma se faccio bene ad andare in India a fare il corso di Diksha da questi due Avatar. Lei mi fa sedere alla sua sinistra e dice al suo Bramachari di chiedermi che cosa esattamente volevo sapere. Io gli spiegai tutta la situazione e lei volle sapere quanti giorni sarebbe durato il corso, quanto avrei pagato e che cosa avrei ricevuto alla fine da questa cosa. Io le risposi che avrei potuto dare il Diksha agli altri e a mia volta ricevere l’illuminazione. Lei volle poi sapere se ero venuta a conoscenza di questa cosa lì presso di Lei ed io le risposi di no.
A questo Lei mi dice che di solito non parla mai dell’operato degli altri, ma quando viene usato Dio per fare Business Lei è tenuta a parlare. A proposito del Diksha Amma dice queste testuali parole: “Queste persone vi fanno il lavaggio del cervello e voi di conseguenza lo fate agli altri”. Poi mi ha fatto spiegare dal suo Bramachari in quale modo si raggiunge l’illuminazione: “Attraverso le nostre rette azioni, l’aiuto agli altri, attraverso l’apertura del cuore, attraverso le esperienze di tutti i giorni  che ci fanno crescere ed il contatto costante con il Divino”. In poche parole lavorare in prima persona perchè “l’Illuminazione non si raggiunge andando a scuola” (parole di Amma).

Dopo avermi detto queste cose ho visto nei suoi occhi, mentre mi guardava tanto amore e preoccupazione per me ed ho inteso che lei teneva al fatto che io avessi veramente capito ciò, che, in poche parole Lei aveva voluto dirmi. Ho dedotto da questo che riguardo al lavaggio del cervello, non si riferiva a un discorso teorico ma a una vera manipolazione delle cellule celebrali.

Inutile dire che a questo punto tutto mi si è chiarito, ho smesso di andare alle sedute di Diksha e naturalmente non andrò più in India a fare il corso. Ringrazio Dio ed Amma per l’aiuto che mi è stato dato in questo momento di confusione nella mia vita, così ho deciso di scrivere questa lettera per quelle persone che forse hanno dei dubbi come me e che possono beneficiare dell’aiuto delle parole di Amma, così come ne ho beneficiato io.

Con Affetto
Rosy

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