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Reiki trattamento mentale

Reiki trattamento mentale.

In questo articolo andremo ad approfondire l’importanza del trattamento mentale reiki, o meglio, dei trattamenti mentali!

Nel Reiki tradizionale giapponese abbiamo ben 5 tecniche di trattamento mentale, a differenza del Reiki insegnato in occidente che ha solamente una modalità, purtroppo interpretata in modi molto diversi dalle varie scuole o insegnanti.

Prima di fare l’elenco delle tecniche con le specifiche peculiarità, vorrei parlare un attimo delle qualità legate al secondo shirushi (simbolo) che serve proprio per questo tipo di trattamenti.

La caratteristica energetica del secondo simbolo è quella della trasformazione. Esso ha la peculiarità di trasformare le energie con basse frequenze legate alle paure, dipendenze e quant’altro ci turbi e non ci permetta di sperimentare l’Hanshin Ritsumei, ergo, “l’Assoluta Pace Interiore”.

Come ben sappiamo tutto quello che ci turba interiormente, l’insieme delle nostre emozioni negative è generato dalle nostre paure causate dall’ignoranza generata dalla scarsa consapevolezza. Il secondo simbolo ha la qualità energetica di trasformare l’ignoranza in consapevolezza, conoscenza, le tenebre che oscurano la nostra mente in “Luce“.

hrii-kiriku

Hrih o Kiriku indica Amida Buddha

Il secondo simbolo Reiki ha origine dalla lettera sanscrita che indica Amida Buddha Letteralmente “Luce illuminata”, “il Buddha dall’Incommensurabile Splendore”, è uno dei più importanti e popolari Buddha del Mahâyâna. E’ il signore del “paradiso occidentale” (Gokuraku Jôdo giap.), da intendere non come località ma come stato di coscienza (Terra Pura). Generalmente ad ogni Buddha viene associata una Terra di predicazione che in questo caso è situata ad Ovest, simbolo del sole che tramonta. Amida Butsu è oggetto di venerazione e di culto (Amidismo) nella scuola della Terra Pura del Buddhismo cinese e giapponese (Jôdo shû (scuola a cui apparteneva Usui), che fa di Amida la sua principale divinità e Jôdo – shinshû, che fa di Amida l’unica divinità).

Hrih è la sillaba seme di Amitabha quindi rappresenta le qualità del Buddha del quartiere occidentale: la meditazione principalmente è compassione.
La compassione non è altro che Amore trasformato in azione, esso ha il grande potere di cambiare le cose, di modificarle di farle evolvere verso le più alte vette spirituali.

Ogni volta che usiamo il secondo simbolo Reiki ci stiamo connettendo energeticamente con le qualità intrinseche ad Amida Buddha, avremo a disposizione questa potente energia di trasformazione ed evoluzione che ci porterà inesorabilmente a superare tutti gli ostacoli della nostra mente.

Questo simbolo agisce particolarmente sui livelli mentale, emozionale e spirituale la tecnica principale abbinata a questo simbolo si chiama “Seiheki Chiryo Ho” il cui significato è “Tecnica per scacciare le cattive abitudini”.

Permette all’energia di penetrare nel profondo della materia e dell’essenza dell’essere umano, arrivando a toccare i livelli emozionali profondi (memorie cellulari), portando trasformazione ed evoluzione. Essendo le memorie cellulari insieme alle Vritti che troviamo nella colonna vertebrale, la causa di tutte le nostre problematiche emotive e comportamentali, oltre ad essere la manifestazione fisica ed energetica del Karma associato alla legge di risonanza.

Nel Reiki tradizionale di secondo livello abbiamo a disposizione ben 5 modalità di intervento, la prima l’abbiamo già evidenziata ed è la tecnica per scacciare le cattive abitudini dichiarate.

La seconda serve ad eliminare un vizio non specificato, in questo caso ci affida completamente all’infinita saggezza dell’Energia Universale.

La terza serve quando si soffre di disturbi psicosomatici, tensione mentale, fisica, nevrosi, stress, paura, panico.

La quarta per alleviare disturbi mentali, rabbia, dolore, umiliazioni, frustrazioni o per eliminare blocchi emozionali.

La quinta per liberarsi da attaccamenti o emozioni negative di lungo corso.

In cosa ti può aiutare il Trattamento Mentale:

  • Smettere di fumare o liberarsi da qualsiasi dipendenza fisica e/o emotiva.
  • Crisi di panico, paure irrazionali, ansia, stress.
  • Emozioni negative come la rabbia, rancore, umiliazione, preoccupazione.
  • Liberarsi da vizi inconsci.
  • Liberarsi da vecchi attaccamenti.
  • Evolvere spiritualmente.
  • Accrescere la tua consapevolezza.
  • Aumentare la conoscenza.
  • Essere libero ecc. ecc. ecc.

Stranamente per esperienza ho notato che il secondo simbolo con le tecniche annesse è forse il meno usato, in realtà per i praticanti Reiki di secondo livello dovrebbe essere un compagno quotidiano di lavoro, in quanto ha la forza di portarci a dei veri cambiamenti nel mostro modo di essere, di fare e di pensare.

Alla luce di quanto sopra esposto spero che possiate da oggi iniziare a utilizzare questo secondo simbolo con una maggiore consapevolezza, con più impegno sino a renderlo un compagno quotidiano.

Se hai già il secondo livello Reiki ma nn conosci la modalità tradizionale e sei interessato ad apprenderla con  il relativo simbolo (non è quello insegnato in occidente) non esitare a contattarmi.

Om Shanti, Shanti, Shanti

Approfondimenti secondo livello Reiki

Oggi è con piacere che voglio approfondire il secondo livello di Reiki per dare alcune informazioni, ma soprattutto per fare alcune considerazioni importanti.

Le caratteristiche fondamentali del secondo livello sono principalmente due. La prima è la possibilità di fare trattamenti a distanza e la seconda forse ancor più importante è la possibilità di poter lavorare in modo mirato ed efficace su tutte le problematiche di natura mentale (psicologica) e sugli attaccamenti, cattive abitudini o dipendenze.

Solitamente nel secondo livello si da una grande enfasi ai simboli come importante e potente strumento per utilizzare l’energia in modo diverso dal primo livello. Addirittura in occidente la signora Takata (colei che ha portato Reiki in occidente), ha fatto risalire la scoperta/riscoperta del Reiki proprio ai simboli. Mi spiace dirlo, ma niente di più falso. I simboli Reiki sono stati inseriti da Usui in un secondo tempo, esattamente nel momento in cui si era reso conto che la maggior parte dei suoi allievi aveva difficoltà a crede che certe potenzialità fanno parte di tutti. Fu solo allora che Usui inserì nella pratica del Reiki l’uso dei simboli. Simboli che non aveva assolutamente trovato da nessuna parte ma che semplicemente aveva creato Lui stesso ispirandosi per il primo simbolo ad un antico ideogramma cinese, per il secondo alle lettere sanscrite che indicano Amida Buddha, divinità principale nel buddhismo Jodo Shu a cui apparteneva, per il terzo si ispirò a una frase che diceva sempre ai suoi allievi “La fonte di ogni cosa è la giusta consapevolezza”, prese gli ideogrammi di questa frase e da questi creo il terzo simbolo.

In realtà i simboli servono solamente a giustificare alla nostra mente limitata (ignorante) la possibilità di poter attingere ad energie e potenzialità con specifiche caratteristiche.

L’aspetto principale del secondo livello è la possibilità attraverso l’uso del secondo simbolo, quindi alla consapevolezza associata ad esso, di poter iniziare un vero e proprio processo di trasformazione, di evoluzione di crescita spirituale. Infatti l’energia associata a questo simbolo porta una profonda trasformazione alchemica, “trasformare il vil metallo (mente o sè inferiore) in oro (mente o Sè superiore)”. Quindi portare conoscenza dove risiede l’ignoranza, portare Luce dove risiedono le tenebre…..
Questo simbolo lavora in profondità sulle memorie cellulari andando a modificarne la struttura, e, di conseguenza lavora sulla struttura del nostro DNA.

Poi abbiamo il terzo simbolo che ha la caratteristica di annullare spazio e tempo, ma nella tradizione della scuola di Usui (Usui Reiki Ryoho Gakkai) questo simbolo viene utilizzato esclusivamente per il trattamento a distanza nello spazio e non nel tempo. Lo so che a molti di voi è stato insegnato a indirizzare l’energia nel passato o nel futuro per sistemare cause di traumi o per propiziare situazioni, ma, queste sono state modalità inserite in occidente. I simboli hanno la funzione di portare l’operatore Reiki a sperimentare e a espandere la sua coscienza, non vanno usati come strumenti esterni che hanno intrinsecamente dei poteri. In noi c’è tutto l’infinito potenziale di Dio, ne siamo figli e come tali non abbiamo limiti. I limiti appartengono esclusivamente al nostro sè inferiore, la mente, l’ego.
Quindi il terzo simbolo serve a portarci alla consapevolezza che spazio e tempo sono solamente un’illusione della nostra mente ignorante, pertanto usare il terzo simbolo significa allinearsi alla consapevolezza ad esso associata e non porre limiti all’energia. Nel momento in cui richiamo il terzo simbolo sto dicendo a me stesso che il tempo e lo spazio non esistono, in questo modo l’energia non troverà l’ostacolo della nostra ignoranza e sarà libera di andare dove realmente serve. Ma, non dobbiamo essere noi a sostituirci all’intelligenza infinita di Reiki, dobbiamo solamente e umilmente affidarci ad essa.

Infine abbiamo il primo simbolo al quale è associata la caratteristica di potenziare il flusso energetico, con il primo simbolo ci allineiamo alla consapevolezza che l’energia non ha limiti di potenza essi sono solo dentro di noi.

Forse ora ti è più chiaro perchè il secondo livello è definito”Mentale”. non solo perchè ci sono i trattamenti mentali del secondo simbolo, ma soprattutto se insegnato correttamente ci offre l’opportunità di andare oltre i limiti della nostra mente. Solo in questo caso potremo arrivare a sperimentare la grandezza di una vera e profonda esperienza spirituale.

Ideogramma che ispirò Usui per la creazione del primo simbolo

kumo

 

 

 

 

Lettere sanscrite che ispirarono Usui per la creazione del secondo simbolo

kiriku

 

 

 

 

Ideogramma che ispirò Usui per la creazione del terzo simbolo

 

hjzsn

 

 

 

 

P.S. i simboli Reiki insegnati in occidente non sono conformi a quelli ideati da Usui e usati nella sua scuola a Tokyo.